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romanzo

L’esercizio è il romanzo d’esordio di Claudia Petrucci, pubblicato per La nave di Teseo

L’esercizio, La nave di Teseo, gennaio 2020

Giorgia incontra Filippo a una festa di laurea: lui si innamora della sua fragilità, lei si sente rassicurata dalla normalità di quel ragazzo laureato in Lettere, che ha dovuto rinunciare al giornalismo per dedicarsi al bar dei genitori. Come molti coetanei, la loro vita di coppia si scontra con ambizioni negate e costanti problemi economici, così Giorgia non riesce più a trattenere la sua inquietudine, che esplode quando ritrova per caso Mauro, il suo vecchio maestro di teatro.

La recitazione era già stata per lei l’ancora di salvezza nei momenti più bui del suo passato, e il palco ora sembra finalmente riaccenderla. Ma incendiare un’anima irrequieta può diventare un esercizio rischioso se l’attrice protagonista perde di vista il confine tra realtà e finzione. Filippo e Mauro si ritroveranno complici e avversari al tempo stesso, sedotti da un gioco pericoloso per riconquistare Giorgia: scrivere il copione per la sua vita perfetta.

Già in corso di traduzione in Francia e Germania, questo romanzo d’esordio racconta il confine ambiguo tra l’amore e il possesso con una scrittura limpida, avvincente, magnetica.

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articoli e interviste 

Tra scrittura, finzione e potere, intervista di Martina Neglia per L’Indiependente

Marzo 4th, 2020|

Leggi integralmente su L’Indiependente.

Leggendo L’esercizio, romanzo di esordio di Claudia Petrucci, pubblicato da La nave di Teseo, non si può fare a meno di ritrovarsi a sondare quel nebuloso confine che separa l’autenticità delle persone che ci circondano e le proiezioni dei nostri bisogni che riversiamo sulle stesse. In un’opera prima che ha già la solidità di una penna navigata, infatti Petrucci prende in mano un tema caro alla letteratura – quello che si interroga sull’annosa dualità della persona e del suo personaggio – e ce lo riporta in chiave contemporanea e dando a esso nuova linfa.

[…]

Rubrica I Paralleli, di Vanni Santoni per Linus

Marzo 2nd, 2020|

Segnalazione apparsa su Linus.

Linus di marzo in edicola et libreria. A partire dalla segnalazione di quattro* debutti notevoli – “Scavare” di Giovanni Bitetto (Italo Svevo), “La casa mangia le parole” di Leonardo G. Luccone (Ponte alle Grazie), “L’esercizio” di Claudia Petrucci (La nave di Teseo) e “Teorie della comprensione profonda delle cose” di Alfredo Palomba (Wojtek), – scrivo di uno dei miei temi favoriti: l’esordio, la sua importanza e come arrivarci bene (nonché del fatto che sotto questo aspetto siamo davvero in una bella stagione).

L’esercizio di Claudia Petrucci, di Laura Marzi per Il Tascabile

Marzo 2nd, 2020|

Leggi integralmente su Il Tascabile.

Non c’è cinismo, quindi, nella visione di Petrucci, per questo per lettrici e lettori non c’è via di fuga. E non si tratta neanche di negare la necessità di resistere, di continuare ogni giorno l’esercizio necessario a creare all’altro uno spazio nella nostra vita che non sia asfissiante o troppo scomodo per nessuno dei due personaggi della coppia. Questo romanzo, però, ci pungola ad ammettere che quella di cui si parla spesso in merito alla relazione di coppia non è solo la fatica produttiva, caritatevole di accettare l’altro, giorno, per giorno, anno su anno, […]

Giorgia in cerca d’autore, di Michela Marzano per Robinson

Febbraio 29th, 2020|

Recensione apparsa su Robinson.

Il romanzo vero e proprio inizia immediatamente dopo la decompensazione psicotica della protagonista, quando Filippo, discutendo con Mauro ex-maestro di recitazione di Giorgia e regista teatrale si lascia convincere che la sua ragazza, d’ora in poi, non sarà altro che un esercizio: il personaggio di un copione: «Si tratta di scegliere il copione giusto. Si tratta di scriverlo».

Lei, lui ed il regista se la recita è realtà, di Generoso Picone per Il Mattino

Febbraio 23rd, 2020|

Recensione apparsa su Il Mattino.

Il romanzo d’esordio di Claudia Petrucci è un racconto folgorante diviso tra realtà e finzione, tra amore e possesso.

Nelle pagine di Petrucci, nella sua scrittura intensa e tesa, pulsa un interrogativo di senso sulla vita che lo definisce nella forma di un romanzo ontologico: dal teatro alla quotidianità, che altro è l’esistenza se non una messa in scena, una rappresentazione, l’interpretazione di un ruolo, una pratica identitaria che rischia di mescolarsi con la follia, una maschera che si fa volto, una recita che è realtà?

L’esercizio: recensione del libro di Claudia Petrucci. Scrivere la vita degli altri, di Rebecca Molea per Rivista Blam

Febbraio 22nd, 2020|

Leggi integralmente su Rivista Blam.

L’esercizio è una storia che ci lascia spiazzati, proprio come fanno i grandi romanzi. Ci scopre nei nostri lati più crudeli e meschini, sollevando l’abito etico che siamo soliti indossare. Ma, soprattutto, racconta magistralmente la più grande ambizione che percorre ogni essere umano: quella di riuscire a essere Dio – e giocare, così, col destino.

L’esercizio, la realtà, la finzione: intervista a Claudia Petrucci, di Ignazio Caruso per Il Rifugio dell’Irco

Febbraio 21st, 2020|

Leggi integralmente su Il Rifugio dell’Ircocervo.

L’esercizio è la storia di Filippo e Giorgia, una coppia che, alla soglia dei trent’anni, si ritrova a dover convivere con ambizioni e sogni lasciati nel cassetto. Un giorno, però, Giorgia incontra Mauro, il suo ex insegnante di teatro. Non è l’inizio di un tradimento, ma di un lungo calvario dovuto alla patologia mentale di Giorgia, tornata a galla insieme alla sua passione per il palco. La protagonista femminile diventa così tabula rasa, pagina bianca tutta da riscrivere: è questo l’esercizio che Filippo, guidato da Mauro, si ritrova ad affrontare, in un tortuoso […]

L’esercizio, recensione di Connie Bandini per Mangialibri

Febbraio 20th, 2020|

Leggi integralmente su Mangialibri.

Il romanzo di Claudia Petrucci (vero burattinaio della storia), bellissimo, prende spunto da schemi classici della letteratura contemporanea per aprirsi poi su spazi inattesi. Il tema della manipolazione e della riprogrammazione umana, così caro ad una certa letteratura ben diversa da quella che si respira in questo romanzo, viene affrontato con estrema eleganza e si mescola con maestria al tema millenario del rapporto tra persona e personaggio, tra vita e palcoscenico, tra realtà e finzione, tra illusione e libertà.

Claudia Petrucci, “L’esercizio” di manipolare le vite degli altri, di Alessandro Mezzena Lona per Arcane Storie

Febbraio 20th, 2020|

Leggi integralmente su Arcane Storie.

Ma è bene dirlo subito, “L’esercizio” non ruota attorno all’algida perfezione di un costrutto matematico. Anzi, Claudia Petrucci non esita a immergere le mani nella corrente impetuosa del vivere, nel melmoso e torbido susseguirsi di giornate in apparenza tutte uguali. Ma che, in realtà, nascondono sempre, la scrittrice trentenne nei propri angoli di penombra, rivelazioni difficili da immaginare. E, spesso, da accettare. E poi, con grande passione letteraria, schiva la moda dell’autofiction. Si allontana dal vezzo contemporaneo dell’aggrapparsi ai propri disagi per costruirci sopra un libro. Piuttosto, si fa conquistare dall’infallibile incedere della tragedia […]

Un grande esordio, di Marco Patrone per Recensireilmondo

Febbraio 15th, 2020|

Leggi integralmente su Recensireilmondo.

Il romanzo ha tre grandi pregi, a mio modo di vedere: come accennavo prima, la leggibilità. Non capitemi male, non parlo di mainstream e di commerciale, ma di grande gestione del ritmo, di mancanza di sbrodolature e sbavature, un tipo di scrittura che sprigiona quella potenza convincente che ti fa girare pagina e prendere ritmo mentre lo prende la storia.
Poi, grandi capacità di approfondimento psicologico – sia nell’affrontare la malattia di Giorgia che le dinamiche di controllo/invidia/manipolazione sprigionate tra Filippo e Mauro – e ottimo senso del dialogo, da tempo non ne leggevo infatti di […]

Il copione strappato. Su L’esercizio di Claudia Petrucci, di Martina Carnesciali per Limina

Febbraio 13th, 2020|

Leggi integralmente su Limina.

Giorgia, come qualsiasi opera d’arte e come l’esistenza stessa, se scritta o pensata male non va avanti fluida, stona. C’è tutta la vita, in questo, il granitico concetto di identità e di fraintendimento. Guardarsi nello specchio, sapersi riconoscere: c’è coerenza con ciò che vedono gli altri? Con ciò che gli altri vorrebbero vedere? Pare di osservare attraverso un vetro riflesso: intravediamo buchi e voragini, parti opache e velate; confondiamo il reale e l’immaginato. Facciamo per toccarci la guancia destra, ma pochi ricordano che allo specchio è tutto invertito e quella superficie che vediamo animarsi è […]