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Giorgia, come qualsiasi opera d’arte e come l’esistenza stessa, se scritta o pensata male non va avanti fluida, stona. C’è tutta la vita, in questo, il granitico concetto di identità e di fraintendimento. Guardarsi nello specchio, sapersi riconoscere: c’è coerenza con ciò che vedono gli altri? Con ciò che gli altri vorrebbero vedere? Pare di osservare attraverso un vetro riflesso: intravediamo buchi e voragini, parti opache e velate; confondiamo il reale e l’immaginato. Facciamo per toccarci la guancia destra, ma pochi ricordano che allo specchio è tutto invertito e quella superficie che vediamo animarsi è solo illusione.