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Non c’è cinismo, quindi, nella visione di Petrucci, per questo per lettrici e lettori non c’è via di fuga. E non si tratta neanche di negare la necessità di resistere, di continuare ogni giorno l’esercizio necessario a creare all’altro uno spazio nella nostra vita che non sia asfissiante o troppo scomodo per nessuno dei due personaggi della coppia. Questo romanzo, però, ci pungola ad ammettere che quella di cui si parla spesso in merito alla relazione di coppia non è solo la fatica produttiva, caritatevole di accettare l’altro, giorno, per giorno, anno su anno, ma il lavorio di riconoscere noi stessi, nello specchio fedele quanto incorruttibile di chi abbiamo scelto.